Influenza e vaccinazione antinfluenzale
Il virus
L’influenza è causata da un virus a RNA appartenente alla famiglia degli Orthomyxoviridae. Ne esistono quattro tipi, denominati A, B, C e D, ma solo gli A e i B causano infezioni clinicamente rilevanti negli esseri umani, e su questi pertanto ci concentriamo in questo articolo.
Del virus A ne esistono 198 sottotipi, classificati sulla base delle caratteristiche degli antigeni di superficie emoagglutinina e neuraminidasi - finora sono stati identificati 18 diversi sottotipi di emoagglutinina e 11 diversi sottotipi di neuraminidasi. I virus di tipo A causano malattia anche in molti animali, in particolare uccelli, suini, equini e mammiferi marini (balene, foche): a seconda dell'ospite di origine, l’influenza causata dai virus A è classificata come influenza aviaria, influenza suina etc.
Una peculiare caratteristica dei virus influenzali consiste nel fatto che tendono a variare, ovvero ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che consentono loro di evadere la risposta immunitaria di chi ha già contratto l’infezione in passato. I tipi A e B, andando incontro a una modificazione graduale della sequenza amminoacidica degli antigeni di superficie, sono responsabili delle epidemie stagionali che si verificano ogni anno tra novembre e aprile nell’emisfero settentrionale, tra giugno e ottobre in quello meridionale, e in qualsiasi mese dell’anno nella zona intertropicale. Il tipo A oltre alle epidemie stagionali provoca a intervalli di tempo variabili (ogni 30 anni in media) le pandemie, che si verificano quando compaiono ceppi capaci di trasmettersi efficacemente da persona a persona e con antigeni di superficie radicalmente nuovi. La pandemia più recente, quella del 2009, fu causata da un virus A H1N1; nel secolo scorso si sono avute 3 pandemie, la prima, nel 1918, la cosiddetta “spagnola”, fu anch’essa provocata da un virus H1N1, la seconda, nel 1958, fu sostenuta da un virus H2N2, mentre la terza, nel 1968, fu provocata da un virus A H3N2.
Modalità di trasmissione
Il virus si trasmette sia per via aerea – la diffusione è particolarmente efficiente in ambienti chiusi e affollati - che per contatto diretto (le mani sono un formidabile veicolo di trasmissione), ma anche indirettamente tramite utensili o oggetti. Si è contagiosi generalmente da un giorno prima fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia.
Sintomalogia
Il virus si localizza nelle vie respiratorie. Dopo un periodo di incubazione di un paio di giorni compaiono i classici sintomi - febbre elevata e a esordio improvviso, brividi, cefalea, tosse, mal di gola, raffreddore e dolori ossei e muscolari. Tuttavia, in caso di compromissione del sistema immunitario e negli anziani la febbre spesso è assente, mentre nei bambini piccoli oltre ai sintomi respiratori possono comparire anche nausea, vomito o diarrea. La fase acuta si risolve in alcuni giorni, ma la debolezza e il malessere generale possono permanere più a lungo. Sebbene la malattia sia generalmente benigna, in caso di condizioni cliniche pre-esistenti, come malattie respiratorie croniche, malattie cardiovascolari o diabete, o nelle donne in gravidanza e negli anziani possono insorgere complicanze e/o le condizioni patologiche di base tendono a peggiorare.
Epidemiologia
Ogni stagione influenzale in Europa si ammalano di influenza fino a 50 milioni di persone e si stimano dai 15.000 ai 70.000 decessi influenza-correlati. In Italia, in media, si ammala il 9% della popolazione, e si verificano centinaia di casi gravi e decine di decessi per influenza ogni anno.
Strategie di prevenzione
Per prevenire la trasmissione dell’infezione le raccomandazioni prevedono il lavaggio frequente delle mani (specialmente dopo essersi soffiati il naso), evitare di portare le mani a contatto con le mucose di bocca, naso e occhi, l’utilizzo di fazzoletti di carta usa e getta piuttosto che quelli di stoffa, e la frequente areazione degli ambienti confinati. Tuttavia, la strategia di prevenzione più efficace è rappresentata dalla vaccinazione.
Vaccinazione antinfluenzale
Per l’emisfero settentrionale, ogni anno a febbraio l’OMS stabilisce la composizione del vaccino per la stagione invernale successiva, basandosi sui dati di sorveglianza internazionali, affinché vi sia corrispondenza antigenica fra i ceppi virali contenuti nel vaccino e i virus influenzali circolanti nella popolazione. I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono costituiti da virus inattivati o da parti di essi. Da tempo sono disponibili i vaccini trivalenti, ovvero vaccini contenenti i 2 virus di tipo A circolanti (H1N1 e H3N2) e un solo virus di tipo B. Il vaccino trivalente adiuvato, ovvero contenente una sostanza, detta adiuvante, capace di stimolare efficacemente la risposta immunitaria dei soggetti più fragili, è tuttora quello più indicato per la popolazione anziana. Per le fasce di età più giovani è invece raccomandato il vaccino quadrivalente, disponibile in Italia dal 2014, capace di proteggere da tutti e 4 i virus potenzialmente co-circolanti (2 di tipo A e 2 di tipo B). Dalla stagione 2019-2020 è inoltre disponibile il primo vaccino quadrivalente coltivato su colture cellulari, indicato a partire dai 9 anni, la cui efficacia stimata è significativamente superiore rispetto a quella dei vaccini tradizionali, coltivati su uova embrionate di pollo.
Come riportato nella circolare il Ministero della salute Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020, la vaccinazione antinfluenzale è offerta attivamente e gratuitamente ai gruppi a rischio, in cui sono comprese le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in qualsiasi trimestre della gravidanza, tutti i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, gli ospiti di istituzioni o comunità, i soggetti dai 6 mesi di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (es. malattie respiratorie croniche, cardiovascolari, renali, epatopatie, diabete mellito, immunodeficienze, tumori, malattie infiammatorie croniche intestinali, ecc.) o per i quali siano stati programmati importanti interventi chirurgici, i familiari e i contatti di soggetti a rischio di sviluppare complicanze (indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano o meno vaccinati contro l’influenza), gli operatori sanitari, gli addetti ai servizi di pubblica utilità, il personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonti di infezione da virus influenzali non umani, i donatori di sangue.
Gli studi scientifici condotti a livello internazionale sottolineano l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale nel ridurre il rischio di malattia, complicanze, ospedalizzazione e la mortalità. Inoltre, il vaccino somministrato alle donne in gravidanza riduce il rischio di malattia e complicanze nella donna, ma anche quello di morte perinatale, di parto pretermine e basso peso alla nascita e di complicanze nel nascituro fino ai 6 mesi di età, pertanto la vaccinazione in gravidanza è fortemente raccomandata. La vaccinazione rappresenta anche indirettamente una strategia per la lotta all’antibiotico-resistenza, dal momento che spesso, in caso di influenza, sono prescritti antibiotici, propriamente in caso di sovrapposizioni batteriche, oppure impropriamente, quando, data l’impossibilità di diagnosticare con sicurezza l’influenza in assenza di esami di laboratorio specifici, c’è il sospetto che la sintomatologia possa essere causata da un’infezione batterica.
Il vaccino antinfluenzale è sicuro e in genere ben tollerato; le uniche vere controindicazioni alla vaccinazione sono rappresentate da un’allergia grave a una componente del vaccino (controindicazione permanente) o la presenza di una malattia acuta di media o grave entità (controindicazione temporanea).
L'efficacia della campagna vaccinale antinfluenzale dipende da un insieme di diversi fattori, tra cui i livelli di copertura vaccinale raggiunti e la corrispondenza tra i tipi di virus circolanti e quelli contenuti nel vaccino. L’adesione alla vaccinazione nella popolazione ≥65 anni in Toscana è stabile da tre anni su valori intorno al 55-56%, che, sebbene siano migliori del valore medio nazionale, sono ancora al di sotto dell’obiettivo minimo del 75% previsto dal vigente Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
Bibliografia
- Influenza. Ministero della salute
- Influenza. Epidemiologia in Italia. Epicentro
- Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020. Circolare del Ministero della salute
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