La sepsi in piazza: cosa sanno i cittadini, cosa hanno imparato
Autori:
- Camillo Di Nizio, Fabrizio Gemmi, Giacomo Galletti, Guglielmo Arzilli, Silvia Forni
La sepsi è una disfunzione d’organo potenzialmente letale, causata da una risposta non regolata dell’organismo a un’infezione, e, malgrado in Toscana riguardi quasi 19 mila casi all’anno, circa cinquanta casi al giorno, resta ancora poco conosciuta dalla popolazione.
Per questo, il 16 settembre scorso, l’Agenzia regionale di sanità della Toscana ha organizzato il Sepsis Day a Firenze, accogliendo la popolazione sotto i due gazebo allestiti in piazza SS. Annunziata, con un duplice obiettivo:
- far conoscere la malattia e le sue forme di prevenzione
- rilevare il livello di conoscenza dei partecipanti
Tra microscopi e gel igienizzante
Ai gazebo si sono fermate persone di età e provenienza diverse: famiglie con bambini, studenti, anziani, professionisti e turisti. Le attività, di carattere pratico, prevedevano la simulazione della corretta igiene delle mani con verifica del risultato, l’osservazione di batteri reali al microscopio e l’individuazione degli organi colpiti in caso di sepsi. La presenza di visitatori stranieri è testimoniata anche dai materiali raccolti: le risposte scritte erano in lingue diverse dall’italiano, dall’inglese allo spagnolo, dall’olandese al turco e al cinese.
Il controllo della corretta igienizzazione delle mani


Guardare i batteri al microscopio

Cosa sanno i cittadini: il questionario
Dopo le attività, i ricercatori di ARS e gli specialisti coinvolti hanno proposto un breve questionario sulle conoscenze relative alla sepsi, compilato su carta o tramite smartphone da 68 persone, per capire quali nuove informazioni avessero acquisito.
Il livello di conoscenza è risultato buono sulla definizione di sepsi, più limitato sul riconoscimento dei sintomi. Tre intervistati su quattro hanno individuato la definizione corretta tra le quattro proposte e oltre la metà ha indicato la sepsi come la condizione con la mortalità più elevata tra quelle elencate. Tra i sintomi, quasi sei persone su dieci indicano la febbre o una temperatura corporea molto bassa, ma soltanto 9 persone, il 13%, hanno riconosciuto come corrette tutte e cinque le opzioni proposte. Di queste 9 persone, 8 avevano un’esperienza diretta della malattia, diagnosticata a un familiare o a un conoscente e, in un caso, alla persona stessa.
Si tratta di un campione ridotto e spontaneo, composto da chi ha scelto di fermarsi: i risultati descrivono il pubblico dell’iniziativa e non la popolazione toscana. Le lacune rilevate in un gruppo già interessato al tema costituiscono tuttavia un’indicazione utile.
Prevenzione: riconosciuta l’importanza dell’igiene delle mani
L’ultima domanda riguardava la prevenzione. Più di sette intervistati su dieci citano l’igiene delle mani e sei su dieci l’accesso tempestivo ai servizi sanitari. La vaccinazione è invece considerata una misura in grado di prevenire la sepsi solo da tre persone su dieci. È l’aspetto che richiede maggiore attenzione: prevenire le infezioni, anche attraverso le vaccinazioni, riduce le condizioni da cui la sepsi può avere origine, ma questo legame è ancora poco percepito.
“Cosa hai imparato oggi sulla sepsi?”
Per avere qualche indicazioni sull’utilità dell’iniziativa, dopo che le persone avevano partecipato alle attività è stato chiesto di loro rispondere a questa domanda su un cartoncino. Le 96 risposte raccolte confermano quanto emerso dal questionario. Il tema più ricorrente è l’igiene delle mani, citata in quasi tre risposte su dieci; considerando anche i riferimenti all’igiene e alla prevenzione in generale si arriva a circa la metà del totale. Diversi partecipanti riconoscono di non eseguire correttamente il lavaggio delle mani:
“Ho imparato che non mi lavavo le mani correttamente.”
Circa una risposta su quattro riguarda la conoscenza della malattia e il valore dell’informazione: c’è chi della sepsi non aveva mai sentito parlare e chi non ne immaginava la diffusione. Una risposta sintetizza bene i due messaggi della giornata:
“Che esiste la sepsi, che si può prevenire.”
Un gruppo più ridotto di risposte si concentra sulla tempestività, cioè sull’importanza di riconoscere i sintomi e non sottovalutarli:
“Ogni sintomo non deve essere sottovalutato, una corsa in ospedale può fare in modo che tu possa correre per ancora tanto tempo.”
I cartoncini con l’esperienza dei partecipanti... e il materiale informativo


Indicazioni per le future iniziative
Dalla giornata emergono alcune indicazioni per le prossime attività di comunicazione sulla sepsi:
- la sepsi resta una condizione poco conosciuta e per diversi partecipanti il Sepsis Day è stato il primo contatto con il tema;
- il riconoscimento dei sintomi è l’ambito più debole, nonostante la tempestività sia determinante per l’esito;
- il legame tra vaccinazioni e prevenzione della sepsi è poco percepito e merita più spazio nei messaggi rivolti alla popolazione;
- l’igiene delle mani è un messaggio già acquisito, ma la prova pratica mostra quanto sia difficile eseguirla correttamente;
- le attività pratiche - il microscopio, la verifica del lavaggio delle mani - si confermano efficaci per coinvolgere pubblici diversi, compresi i visitatori stranieri.
Il Sepsis Day ha permesso di affiancare all’informazione una rilevazione, seppur limitata, delle conoscenze dei cittadini, e indica su quali aspetti concentrare le prossime iniziative: il riconoscimento precoce dei sintomi e la prevenzione delle infezioni, vaccinazioni comprese. Perché, come ha scritto uno dei partecipanti, conoscerla salva la vita.
