Infezioni

Una svolta nella lotta contro la malaria

Il 6 ottobre 2021 l’OMS ha approvato il primo vaccino contro la malaria, per ora usato solo sui bambini, i più colpiti dalla malattia

Infezioni · 9 dicembre, 2021
Alice Matone

Collaboratore ARS Toscana


Con più di 200 milioni di nuovi casi e 400.000 vittime ogni anno, la malaria è fra le più gravi malattie infantili e rappresenta una delle principali cause di morte nell'Africa subsahariana. Per questo l’annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul via al vaccino RTS,S/AS01 - in seguito a uno studio pilota di due anni condotto in Ghana, Kenya e Malawi - è senz’altro una buona notizia, anche se i passi da fare rimangono molti.

Panoramica della malattia

La malaria è una malattia febbrile acuta causata da protozoi parassiti del genere Plasmodium, che si diffondono alle persone attraverso le punture della femmina infetta di zanzara anofele (Anopheles). Esistono cinque specie di parassiti (una delle quali, P. knowlesi, identificata come patogena per l’uomo solo nel 1965, in rari casi) che causano la malaria nell'essere umano, e due di queste rappresentano la minaccia maggiore: P. falciparum, il più letale, responsabile della “febbre terzana maligna” è il più diffuso nel continente africano, mentre P. vivax è quello dominante nella maggior parte degli altri paesi. Le altre due specie patogene per l’uomo sono P. malariae e P. ovale.

Quando una zanzara infetta punge un essere umano, gli sporozoiti (lo stadio infestante del ciclo dei protozoi) entrano in circolo e raggiungono il fegato, dove infettano gli epatociti. Qui i parassiti maturano e si moltiplicano, entrando poi nel circolo sanguigno, momento in cui appaio i primi sintomi della malaria (febbre, brividi e mal di testa), circa 10-15 giorni dopo la puntura di zanzara, che possono inizialmente essere lievi e difficili da riconoscere. Se non trattata, la malaria da P. falciparum può progredire e portare alla morte anche nel giro di 24 ore. Alcuni gruppi di persone corrono un rischio più elevato di contrarre la malattia e di svilupparne forme gravi, come i bambini sotto i cinque anni, le donne in gravidanza e le persone con bassi livelli di difese immunitarie. Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS sulla malaria, nel 2019, il 67% di tutti i decessi causati da questa malattia si sono verificati tra i bambini (ben 274.000).

La regione africana dell'OMS continua a sostenere una quota sproporzionatamente elevata del carico globale di malaria. Nel 2019, la regione ha osservato più del 90% di tutti i casi e dei decessi di malaria, e sei paesi hanno rappresentato circa la metà di tutti i decessi per malaria nel mondo: Nigeria (23%), Repubblica Democratica del Congo (11%), Repubblica Unita di Tanzania (5%), Burkina Faso (4%), Mozambico (4%) e Niger (4%).

Prevenzione

Negli ultimi due decenni le principali azioni introdotte per la prevenzione della malaria sono state il controllo dei vettori - le zanzare - e la profilassi farmacologica. Il controllo delle zanzare responsabili della trasmissione della malaria è stato finora il principale strumento di contenimento della malattia, in quanto è altamente efficace nel prevenire l'infezione e ridurne la trasmissione. I principali interventi messi in campo sono stati le reti trattate con insetticida e gli insetticidi spray per ambienti interni. Purtroppo, l'emergere della resistenza agli insetticidi tra le zanzare anofele sta minacciando i progressi nel controllo globale della malaria: secondo l'OMS, 73 paesi hanno segnalato la resistenza delle zanzare ad almeno una delle quattro classi di insetticidi comunemente usate nell’ultimo decennio, mentre in 28 paesi la resistenza alle zanzare è stata segnalata per tutte le principali classi di insetticidi.

A livello farmacologico la prevenzione viene fatta tramite l'uso di farmaci da soli o in combinazione e comprende: la chemioprofilassi, il trattamento preventivo intermittente dei neonati e delle donne in gravidanza, la chemio-prevenzione stagionale della malaria e la somministrazione di farmaci di massa. Le altre strategie di controllo includono la diagnosi tempestiva di sospetta malaria e il trattamento dei casi confermati con farmaci antimalarici, che purtroppo negli ultimi anni stanno risentendo a loro volta di meccanismi di resistenza.

Il vaccino

Il vaccino RTS,S è stato creato nella sua prima versione nel 1987, ma ci sono voluti anni prima che la versione attuale - RTS,S/AS01 - giungesse alla terza fase dello studio clinico, svoltasi tra il 2009 e il 2014 in sette paesi dell’Africa sub-sahariana su più di 15.000 bambini sotto i diciassette mesi di vita. Il vaccino, somministrato ai bambini in quattro dosi, ha prevenuto circa 4 casi su 10 (39%) di malaria in quattro anni di follow-up e circa 3 casi su 10 (29%) di malaria grave. Inoltre, il farmaco ha ridotto del 29% la necessità di trasfusioni di sangue.

Il vaccino RTS,S/AS01 è stato studiato a partire dalla proteina circumsporozoita (CSP), l’antigene più abbondante negli sporozoiti (quindi presente allo stadio invasivo del parassita della malaria), che è stata identificata come bersaglio della risposta immunitaria. Il principio attivo del vaccino è composto da particelle simil-virali costituite da una proteina di fusione di una porzione di CSP e un'estremità di una proteina del virus dell'epatite B e proteine S (antigene di superficie dell'epatite B). Non essendo possibile produrre in laboratorio una porzione di CSP indipendente, gli scienziati hanno utilizzato le tecniche messe a punto per il vaccino dell’Epatite-B utilizzando una parte di questo come matrice di trasporto di CSP ottenendo così una risposta immunitaria efficace.

A partire dal 2019, come parte di un programma pilota su larga scala coordinato dall'OMS, il vaccino è stato introdotto in alcune aree selezionate del Ghana, Kenya e Malawi, in cui vi è un livello di diffusione della malaria medio e alto. Lo studio, oltre a confermare l’efficacia nel prevenire la malattia e lo sviluppo della sua forma grave, ha anche dimostrato il forte profilo di sicurezza del farmaco, che è stato generalmente ben tollerato, con reazioni avverse simili a quelle di altri vaccini per l'infanzia.

A seguito dei risultati dello studio pilota - che comunque continuerà per comprendere il valore aggiunto della quarta dose di vaccino e per misurare l'impatto a lungo termine sulle morti infantili - l'OMS raccomanda, a partire da inizio ottobre 2021, l’uso del vaccino RTS,S/AS01 per la prevenzione della malaria da P. falciparum. Il farmaco verrà somministrato in un programma di quattro dosi a partire dai cinque mesi di età nei bambini che vivono in regioni con trasmissione da moderata ad alta.

«Questo è un momento storico» - ha dichiarato il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus - «Il tanto atteso vaccino contro la malaria per i bambini è una svolta per la scienza, la salute dei bambini e il controllo della malaria. L'utilizzo di questo vaccino, in aggiunta agli strumenti esistenti per prevenire la malaria, potrebbe salvare decine di migliaia di giovani vite ogni anno».