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a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana
Modelli Organizzativi

I sistemi informatici come strumenti di supporto ai programmi di infection prevention and control

A supporto di attività assistenziali e processi decisionali

Modelli Organizzativi · 25 febbraio, 2022
Maddalena Grazzini

Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi

Chiara Morittu

Scuola specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi di Firenze

Fabrizio Niccolini

Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi


Cosa sono i sistemi informatici di supporto

Con il termine “sistemi informatici di supporto” (Computerised decision support systems, CDSSs) in ambito sanitario si fa riferimento ad una variegata serie di strumenti che affiancano le attività assistenziali e supportano i processi clinici decisionali. Ne sono alcuni esempi i sistemi informatici per la consultazione di linee guida, gli avvisi, i promemoria, i software per la prescrizione e il calcolo del dosaggio dei farmaci, i sistemi di restrizione alla prescrizione di antibiotici.

A partire da 2010 all’interno delle strutture sanitarie si è esponenzialmente diffuso il loro utilizzo parallelamente all’adozione delle cartelle cliniche elettroniche che hanno assicurato la tracciabilità e la trasparenza della documentazione sanitaria. I CDSSs sono strumenti che negli ultimi anni hanno profondamente trasformato l'offerta e la gestione dell'assistenza sanitaria e che si sono dimostrati in grado di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure incrementando anche l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni erogate. Inoltre offrono l’opportunità di effettuare estrazioni dati che alimentano reportistiche necessarie al monitoraggio dei comportamenti e all’implementazione e verifica di eventuali azioni di miglioramento.

Come si applicano all’ambito della prevenzione e controllo delle infezioni?

Le attività di prevenzione e controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) rappresentano un vasto campo di applicazione di sistemi informatici di supporto; in particolare i programmi di Antimicrobial stewardship (AMS) prevedono molteplici attività che si prestano ad essere realizzate e supportate attraverso l’utilizzo di CDSSs. Tali sistemi non si limitano infatti alla possibilità di tracciare le prescrizioni e somministrazioni di antimicrobici, ma offrono un supporto agli operatori sanitari nelle fasi decisionali del percorso clinico-assistenziale e sono in grado di influenzarne il comportamento attraverso avvisi (alert) e promemoria (reminder) volti a potenziare l’appropriato utilizzo degli antimicrobici. Ne sono un esempio gli avvisi di “time out” che invitano il medico a rivalutare la terapia antimicrobica dopo 24-72 ore dalla prescrizione alla luce dei risultati degli esami microbiologici, radiologici e in base all’evoluzione delle condizioni cliniche del paziente. Anche gli alert che avvisano gli operatori sanitari dell’eventuale positivizzazione di un’emocoltura sono un ulteriore esempio di applicazione di CDSSs in ambito di IPC e consentono di rivalutare con tempestività la terapia antibiotica impostando un trattamento mirato contro la tipologia di germe isolato.

Un ulteriore esempio è rappresentato dai sistemi di segnalazione che identificano i pazienti colonizzati/infetti da germi multi-resistenti agli antibiotici (MDRO) che consentono di individuare i pazienti in maniera immediata e facilitano l’adozione delle necessarie misure di prevenzione durante tutto il percorso clinico anche in caso di passaggio tra setting assistenziali differenti o in caso di nuovo accesso ospedaliero.

Nell’ambito della realizzazione di programmi di AMS i CDSSs consentono di rendere facilmente accessibili e consultabili al point-of-care le linee guida e le procedure aziendali in ambito antimicrobico ottenendo una maggior adesione alle stesse da parte dei prescrittori; inoltre offrono la possibilità di realizzare algoritmi diagnostico-terapeutici interattivi e personalizzabili per il singolo paziente. Tutto questo si traduce in un potenziale più appropriato utilizzo delle terapie antimicrobiche profilattiche, empiriche e mirate, e di conseguenza in una riduzione delle resistenze antimicrobiche e in una diminuzione di eventi avversi a farmaci non necessari.

Come devono essere progettati?

Un aspetto che determina in maniera sostanziale l’effettiva utilità dei CDSSs riguarda le modalità con cui vengono progettati e realizzati; tali sistemi dovrebbero essere infatti disegnati da team di professionisti esperti nel settore IPC (infettivologi, microbiologi, farmacisti ecc..) in affiancamento ai tecnici informatici, inoltre dovrebbero essere considerate come caratteristiche chiave di un sistema informatico la facilità d'uso, l’ergonomia, l’integrazione e la sinergia con gli altri sistemi di lavoro. Una volta realizzati i CDSSs hanno bisogno di essere adeguatamente pubblicizzati dai propri committenti che, oltre agli aspetti comunicativi, sono responsabili della formazione degli operatori al loro utilizzo e delle attività di manutenzione e di eventuali modifiche ai sistemi.

Quali sono i limiti alla loro implementazione?

Purtroppo nel nostro paese l'informatizzazione dei processi sanitari è in grande ritardo soprattutto in alcuni contesti regionali e territoriali. L’implementazione dei CDSSs è avvenuta in assenza di un piano omogeno ed integrato di sviluppo delle tecnologie informatiche: gli strumenti che sono stati realizzati non sono trasferibili il di fuori dello specifico contesto in cui sono stati inizialmente applicati, sono scarsamente flessibili e adattabili e non possono integrare le proprie funzionalità con altri sistemi informatici. Inoltre la scarsità degli investimenti finanziari fatti nel settore e il ricorso ad infrastrutture informatiche di scarsa qualità condanna molti di questi strumenti ad una rapida obsolescenza.

Come potenziali limiti all’utilizzo efficace dei CDSSs occorre considerare anche la possibile riluttanza alle innovazioni tecnologiche da parte di alcuni operatori sanitari; comprendere quindi i determinanti che sono alla base della loro percezione diventa un prerequisito fondamentale all’implementazione di uno strumento informatico. Una delle preoccupazioni che molti operatori dichiarano nell’utilizzo dei CDDS è correlata alla paura di perdere autonomia decisionale o di essere “sopraffatti” dalle funzioni informatiche; tali aspetti meritano un’approfondita considerazione e devono essere ipotizzate soluzioni specifiche volte a mitigare tali effetti.

Un ulteriore potenziale impatto negativo da prendere in considerazione è ciò che viene definito “alert fatigue” ossia il fatto che una sovrabbondanza di avvisi e promemoria può causare una desensibilizzazione da parte degli operatori che rischiano di arrivare ad ignorare le funzioni proposte; per evitare questo rischio è fondamentale individuare le funzioni informatiche realmente utili, effettuare incontri periodici di formazione e revisione degli strumenti diffondendo i dati che evidenziano i vantaggi derivanti dal loro utilizzo.

Nonostante le suddette limitazioni, gli studi presenti in letteratura scientifica indicano che gli operatori sanitari sono molto ricettivi all'uso dei CDSSs in ambito sanitario e ne riconoscono l’utilità nel supportare le attività assistenziali.

In conclusione…

Negli ultimi decenni, i CDSSs sono diventati componenti essenziali della medicina moderna e sono destinati a ad avere un ruolo sempre più di rilievo in futuro impattando in maniera significativa sulla qualità delle cure erogate. I sistemi informatici non possono essere adottati in sostituzione alle attività necessarie all’implementazione di un buon programma di IPC, come interventi strutturati per cambiare i comportamenti prescrittivi e l’interazione diretta con gli operatori, ma devono essere considerati uno strumento che affianca e supporta la attività assistenziali in modo immediato, capillare ed efficace.

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