Infezioni

Quali sono le caratteristiche dei primi 44.672 casi confermati del nuovo coronavirus COVID-19

I risultati del recente studio pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie della Cina

Infezioni · 26 febbraio, 2020
Francesco Innocenti

Ricercatore ARS Toscana


Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi hanno segnalato un focolaio di polmonite di cause sconosciute a Wuhan, città della provincia cinese di Hubei.

Il 9 gennaio 2020 la task-force cinese grazie alle tecnologie molecolari ha isolato l’agente eziologico: un nuovo ceppo di coronavirus, denominato provvisoriamente 2019-nCoV, non identificato prima nell’uomo. Il 12 febbraio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virus che causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS. L’emergenza di sanità pubblica internazionale (Public Health Emergency of International Concern – PHEIC9) è stata dichiarata dal Direttore generale dell'OMS il 30 gennaio 2020.

In Italia i recenti contagi da COVID-19, assieme alle nuove misure di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva emanate dal ministro della Salute, sono stati corresponsabili di amplificare i timori già presenti nel nostro Paese attorno al nuovo coronavirus.

In un contesto di generale tensione si inserisce il recente studio pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie della Cina (CDC China), offrendo la possibilità di fare chiarezza sulle caratteristiche dei casi di malattia. Il lavoro rappresenta il più ampio studio epidemiologico sulle infezioni da COVID-19 registrate nella Cina continentale ed è scaricabile gratuitamente online. 

I dati riportati sono aggiornati all’11 febbraio 2020 e provengono dalle segnalazioni dei casi di malattia infettiva registrate dal sistema informativo cinese.

Si riferiscono ad un totale di 72.314 pazienti di cui:

  • 44.672 (61,8%) casi confermati di malattia
  • 16.186 (22,4%) casi sospetti
  • 10.567 (14,6%) casi diagnosticati clinicamente
  • 889 (1,2%) casi asintomatici

Focalizzando l’analisi sui soli casi confermati (N = 44.672) i principali risultati indicano:

Distribuzione per età:

  • >= 80 anni: 3% (1.408 casi)
  • 30-79 anni: 87% (38.680 casi)
  • 20-29 anni: 8% (3.619 casi)
  • 10-19 anni: 1% (549 casi)
  • < 10 anni: 1% (416 casi)

Gravità della malattia:

  • Lieve: 81% (36.160 casi)
  • Elevata: 14% (6.168 casi)
  • Critica: 5% (2.087 casi)

Tasso di letalità:

  • Decessi totali: 2,3% (1.023 casi su 44.672)
  • Decessi nella fascia di età >= 80 anni: 14,8% (208 casi su 1.408)
  • Decessi nella fascia di età 70-79 anni: 8% (312 casi su 3.918)
  • Decessi tra i casi critici: 49% (1.023 casi su 2.087)

Operatori sanitari infettati:

  • Totale: 3,8% (1.716 casi su 44.672)
  • Wuhan: 63% (1.080 casi su 1.716)
  • Casi di gravità elevata o critica :14,8% (247 casi su 1.668)
  • Decessi: 5

 Le analisi effettuate sui primi casi hanno suggerito che COVID-19 ha una severità minore rispetto ai coronavirus SARS e MERS, tuttavia le recenti informazioni sulla trasmissione umana suggeriscono che COVID-19 sia più contagioso sia di SARS-CoV che di MERSCoV1,2,3,4,5

La Tabella 1 mostra che la maggior parte dei casi confermati ha un’età compresa tra 30 e 69 anni (77,8%), maschi (51,4%), occupati come agricoltori o operai (22%), con diagnosi prevalentemente effettuata nella provincia di Hubei (74,7%). La maggior parte dei pazienti ha riportato esposizioni correlate lla città di Wuhan (85,8%) e sono stati classificati come casi lievi (80,9%).

I decessi totali tra i 44.672 casi confermati sono risultati 1.023, corrispondenti ad un tasso di letalità complessiva del 2,3%; la fascia d'età ≥ 80 anni è quella in cui il tasso di letalità è risultato maggiore: circa il 14,8%. Il tasso di letalità per i maschi è stato il 2,8% mentre per le femmine l’1,7%. I pazienti che hanno riferito di essere in pensione hanno il tasso di letalità più alto (5,1%), inoltre quelli nella provincia di Hubei hanno mostrato un tasso di letalità oltre 7 volte maggiore a quello dei pazienti di altre province (2,9% contro 0,4%). I pazienti con condizioni di comorbidità hanno rivelato tassi di letalità decisamente più elevati: 10,5% tra coloro che hanno malattie cardiovascolari, 7,3% per i diabetici, 6,3% tra coloro che hanno malattie respiratorie croniche, 6,0% per gli ipertesi, ed infine il 5,6% tra coloro che hanno il cancro.

Tabella 1. Pazienti, decessi, tasso di letalità per 44.672 casi confermati di COVID-19 in Cina aggiornati all’11 febbraio 2020

tabella 1 epidemiologia casi coronavirus

 Le distribuzioni per età dei casi relativi alle tre aree di Wuhan, Provincia di Hubei, e Cina sono presentate nella Figura 1. La percentuale di casi confermati di età compresa tra 30 e 79 anni è stata dell’89,8% per la città di Wuhan, l’88,6% per la provincia di Hubei e l’86,6% per la Cina. Il rapporto maschi-femmine è risultato 0,99:1 a Wuhan, 1,04: 1 a Hubei e 1,06: 1 in Cina.

Figura 1. Distribuzione per età e rapporto maschi/femmine di tutti i casi confermati di COVID-19 in Cina fino all'11 febbraio 2020.

figura 1 epidemiologia casi coronavirus

NOTA: (A) pazienti diagnosticati solo nella città di Wuhan; (B) pazienti diagnosticati nella provincia di Hubei, che comprende Wuhan come capitale; (C) pazienti diagnosticati in Cina in generale, compresa la provincia di Hubei e tutte le altre 30 divisioni amministrative a livello provinciale (PLAD).

La discussione dello studio enfatizza che questo nuovo coronavirus è altamente contagioso: si è diffuso in manieramolto rapida da una singola città all'intero paese in soli 30 giorni circa. Ha raggiunto effetti di vasta portata nonostante l’introduzione di una serie di misure di risposta estreme, tra cui la completa chiusura e isolamento di intere città, la cancellazione delle celebrazioni per il capodanno cinese, il divieto di frequentare la scuola e il lavoro, la mobilitazione massiccia di salute e salute pubblica personale, l’attivazione di unità mediche militari e la costruzione di interi ospedali avvenuta in pochi giorni. Alla luce di questa rapida diffusione COVID-19 ha anche rivelato nell’81% dei casi una gravità lieve, con un tasso di letalità complessiva che i ricercatori hanno valutato come bassa, circa il 2,3%. Relativamente ai 1.023 decessi, la maggior parte ha un’età ≥ 60 anni e presentava condizioni di comorbidità preesistenti quali ipertensione, malattie cardiovascolari e diabete.

Nello studio viene anche fornita una prima descrizione dei casi confermati tra gli operatori sanitari (Tabella 2). Focalizzando l’attenzione sull’intero territorio cinese, risulta che tra i 1.688 casi confermati, 247 (14,6%) hanno rivelato un’elevata gravità della malattia mentre 5 sono deceduti (0,3%).

Tabella 2. Casi confermati, gravità dei casi e tasso di letalità tra gli operatori sanitari in differenti territori della Cina per periodo

tabella 2 epidemiologia casi coronavirus final

 

Secondo lo studio, il trend in diminuzione della curva epidemica complessiva suggerisce che l'isolamento di alcune città, la diffusione massiva di informazioni critiche (quali ad esempio la promozione del lavaggio delle mani, l'uso della mascherina) attraverso numerosi e vari canali di trasmissione e l’attivazione di un team di risposta rapida stanno contribuendo a contenere l’epidemia.

 

 Bibliografia

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  3. Munster VJ, Koopmans M, van Doremalen N, van Riel D, de Wit E. A novel  coronavirus  emerging  in  China – key  questions  for  impact assessment. N Engl J Med.  https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30183-5[2020-01-24].
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  5. Chan JFW, Yuan S, Kok KH, To KKW, Chu H, Yang J, et al. A familial cluster of pneumonia associated with the 2019 novel coronavirus indicating person-to-person transmission: a study of a family cluster. Lancet. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30154-9. [2020-01-24].

  

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