Modelli Organizzativi

La qualità nella diagnostica microbiologica

La fase pre-analitica

Modelli Organizzativi · 20 settembre, 2019
Daniela Accorgi

Azienda USL Toscana Centro - Nuovo Ospedale Santo Stefano, Prato

Giulio Camarlinghi

Azienda USL Toscana Nord Ovest


Compito principale della Microbiologia clinica è quello di porre diagnosi eziologica, identifica quindi i microorganismi responsabili di una patologia che si moltiplicano e muoiono rapidamente. L’unicità di questo percorso diagnostico deriva quindi dall’esigenza di dover “isolare, coltivare e conservare” microrganismi vivi, per poterli poi eventualmente valutare a fini tassonomici, epidemiologici e terapeutici. Il risultato contenuto nel referto microbiologico non è un numero, un valore, una quantità, bensì la caratterizzazione della noxa patogena, responsabile di un quadro patologico derivante dal rapporto che si instaura tra due sistemi biologici: il microrganismo e l’uomo.

Cosa può chiedere il Clinico al Microbiologo?

  • La malattia del mio paziente è causata da microrganismi?
  • Se sì, quale microrganismo?
  • Qual è il profilo di sensibilità del germe in questione affinché io possa effettuare una terapia mirata?

Per soddisfare questi quesiti, il laboratorio di microbiologia necessita di un campione selezionato, raccolto e trasportato in maniera appropriata. Il campione deve inoltre essere accompagnato da tutte le informazioni clinico-anamnestiche che consentano al microbiologo clinico la corretta valutazione del ruolo e della incidenza dei singoli microrganismi nella eziopatogenesi delle diverse malattie infettive.

La qualità delle risposte che il microbiologo può dare al clinico sono il risultato di un processo che vede coinvolto più figure professionali, tre fasi distinte e una serie di attività (vedi tabella 1- Fasi del processo diagnostico).  

Tabella 1 - Fasi del processo diagnostico

fasi processo diagnostico

 

Delle tre fasi del processo diagnostico, quella che può condizionare maggiormente l’esito del risultato è la fase pre-analitica, basti pensare che solo in questa parte si concentrano circa il 95% degli errori del processo diagnostico di laboratorio [1]. L’impatto dell’inappropriatezza del campione microbiologico sulla gestione della cura del paziente risulta enorme, in termini di:

  • Esito: in caso di sepsi ogni giorno perso per una mancata/errata diagnosi microbiologica aumenta di una o due volte la probabilità di decesso del paziente2
  • Errate decisioni terapeutiche: possono comportare sia danni alla salute del paziente sia lo sviluppo di microrganismi multi-resistenti
  • Impatto sul controllo delle infezioni: mancata identificazione tempestiva dei pazienti infetti e/o colonizzati con conseguente diffusione di batteri multiresistenti
  • Costo per indagini di laboratorio ed efficienza: stimati a livello nazionale oltre 60 milioni di euro di esami inappropriati3
  • Aumento tempi di durata del ricovero e relativi costi legati all'ospedalizzazione

Per ridurre gli errori che possono inficiare negativamente la qualità della fase pre-analitica, gli operatori sanitari coinvolti nel processo delle indagini microbiologiche devono disporre di un manuale dei prelievi microbiologici, che fornisca le informazioni necessarie per una corretta modalità di raccolta, trasporto e conservazione dei campioni microbiologici. La responsabilità della scelta e della raccolta del campione microbiologico (quindi della fase pre-analitica) ricade sullo staff medico e infermieristico, il personale di laboratorio può comunque offrire consulenza e assistenza. Ricordiamo infatti che l'efficacia del prodotto finale dell'indagine di laboratorio, ossia il referto microbiologico, nasce dal rapporto stretto, forte e positivo, fra tutti gli operatori sanitari coinvolti nel processo diagnostico.

 

Bibliografia 

  1. Plebani M. Errors in clinical laboratories or errors in laboratory medicine? Clin Chem Lab Med 2006; 44:750–9
  2. Emilio Bouza, Dolores Sousa, Patricia Muñoz, Marta Rodríguez-Créixems, Carlos Fron, Juan García Lechuz, Bloodstream Infections: A Trial of the Impact of Different Methods of Reporting Positive Blood Culture Results, Clinical Infectious Diseases, Volume 39, Issue 8, 15 October 2004, Pages 1161–1169, https://doi.org/10.1086/424520
  3. Salvadori P. La frequenza dell’inappropriatezza, ovvero l’appropriatezza per decreto. Toscana Medica 2016 n.10
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